CRESCITA: EXIT – EMERGENZE

LABORATORI TEATRALI INTENSIVI, per chi intende approfondire la formazione, possibilità di scegliere uno o più laboratori tra quelli proposti

I laboratori hanno come obiettivo lo sviluppo di alcuni ambiti della pratica sulla scena a partire da un progetto artistico autoriale. Prevedono una restituzione pubblica finale. È possibile frequentare questi laboratori solo dopo aver frequentato il corso propedeutico o aver dimostrato tramite colloquio di possedere la grammatica di base del  lavoro sulla scena.
Saranno proposti tre laboratori condotti da tre artisti\formazioni diverse per biografia artistica e poetica che svilupperanno una personale visione della scena e del testo scelto.

EXIT-EMERGENZE | A cura di Sandra Garuglieri

“Presenti, essi sono assenti”
Eraclito
(libro V degli Stromati di Clemente di Alessandria)

Emergenza, urgenza sono parole che risuonano spesso sul palcoscenico, ma cosa significano? E perché le usiamo?
Forse per parlare d’altro, del compito dell’attore o meglio, della sua attitudine ogni volta che sale sul palco. Stare in scena è un pò “essere in missione”, manifesta cioè l’urgenza di portare a termine un compito senza restare muti alla scena in una sorta di presenza-assenza in cui niente viene suscitato. Piuttosto, la scena chiede di restare vigili, attenti a ciò che esiste in quel momento, essere pronti ad ogni evenienza, risolvere qualsiasi imprevisto, incidente o inciampo, accoglierlo e anzi farlo diventare parte integrante del dire e del fare scenico.
Perenne stato di emergenza dunque. Occorre sapere con precisione cosa fare, compiere gesti e dire solo parole utili, essere attenti al vedere.
Intendiamo il lavoro attoriale in termini di sottrazione, pulizia del gesto e della parola, per eliminare tutto il superfluo e lasciare che, sulla scena, si manifesti solo qualcosa di essenziale.
Il palcoscenico, luogo fisico dove l’io di chi recita si espone e si mostra, diventa così il vuoto necessario in cui poter mettere in scena, con consapevolezza, attenzione e cura, l’assenza di sé, come una segreta forma di presenza che si nutre di visioni improvvise, accadimenti imprevisti, inciampi, appunto emergenze, che trattengono l’ attenzione sulla scena e che fanno dire di quegli attori “Assenti, essi sono presenti”.
Indagheremo la scena attraverso il testo pretesto de Il balcone di J. Genet in un fare e disfare di emergenze necessarie

Emergenza_ a. Circostanza imprevista, accidente: la congiuntura de’ tempi e delle e. b. Sull’esempio dell’ingl. emergency, particolare condizione di cose, momento critico, che richiede un intervento immediato, soprattutto nella locuzione stato di emergenza. Con usi più generici e più com.: avere un’e.; essere, trovarsi in una situazione di e., di improvvisa difficoltà; intervenire solo in caso di e.; formare un governo di e.; adottare provvedimenti di e., eccezionali, ma resi necessarî dalla particolare situazione; cercare un rimedio d’emergenza

DOVE Sesto Fiorentino
Laboratorionove House

QUANDO
dal 14 ottobre al 18 dicembre
2 incontri settimanali
lunedì e mercoledì dalle ore 21.00 alle 23.30

◊ CF 15