Dentro! Arti in scena dal vivo

6 > 22 Dicembre 2013

Teatro della Limonaia e Laboratoionove HOUSE

Sesto Fiorentino

 

programma:

novembre dicembre Laboratorionove HOUSE
workshop MASSIMILIANO CIVICA
“La tragedia e la contemporaneità”
lunedì e mercoledì dalle ore 19.00 dal 4 novembre al 11 dicembre
6, 7 e 8 dicembre 2013 – ore 21.00 18 e 19 dicembre – ore 21,00 Laboratorionove HOUSE
MEDEA/MAYDAY
progetto AttoDue
drammaturgia originale Carlo Cuppini
regia Simona Arrighi
con Luisa Bosi, Ilaria Cristini, Maria Caterina Frani, Sandra Garuglieri, Roberto Gioffrè, Matteo Tanganelli
e con Brisa Fuentes Astudillo, Tatjana Gorina, Emanuela Masia, Silvia Moneti, Veronica Rivolta, Trudy Scroppo, Elena Settimelli, Mascia Tofanelli.
assistente alla regia Laura Cupisti
creazione sonora Isabelle Surel
luci Roberto Cafaggini
spazio scenico Alessandro Rabatti
costumi Antonio Musa
ottimizzazione audio Massimo Morelli
coproduzione AttoDue/Murmuris
Medea/Mayday.
In questa cerimonia siamo chiamati ad assistere all’epilogo di una tragedia incalcolabile. Ormai tutto è compiuto, e perciò incessante.
Ascolta le chiacchiere, le voci di corridoio. Che altro potrebbe accadere?
Medea attende Giasone. Siamo nel dopo-storia, vediamo i frammenti di un’architettura che uccide. Uccidere, essere uccisa, ancora, sempre. O soltanto, oziosamente, parlare. Non resta che l’attesa di una schermaglia finale con il massimo spargimento di sangue possibile. Anche se tutto il sangue versabile è già stato versato: quello degli innocenti.
Lo senti il rumore del mare?
I colpevoli sopravvivono per potersi incontrare un’ultima volta, in questo teatro dove Lei ha convocato spettatori, testimoni, curiosi. Si tratta dei figli, certo. Sono fattacci privati. Ma ora è necessario che i frammenti di questa storia si conficchino sotto la pelle di altre persone.
Accomodatevi.
C’è un dentro e un fuori. Qui dentro si tifa per la catarsi. Fuori si sgretolano mondi, confliggono popoli, famiglie, fratelli. Si spostano orde di gente senza volto. Senti il rumore dell’avanzata? L’eco delle rivolte arriverà fino a qui. Non puoi fermare le voci. Il sangue di Medea ribolle fino a sdoppiare la sua figura in altre presenze, sovrapposte, gregarie: Medee copie, Medee sorelle, fantasmi, ripetizioni e variazioni di una storia ingovernabile e oscena. Vedremo ciò che resta tra la cenere, attraverso i frantumi di un bicchiere svuotato. Avremo un coro, travestimenti, luci.
Avremo la soddisfazione che cerchiamo, mentre intorno la realtà cade.

 

14 dicembre 2013 – ore 21.00
L’OSSIGENO SALATO HA SPINTO GIÙ IL CIELO
AUTOSERVICE – VOL. V, MOBY DICK O LA BALENA
di Herman Melville
progetto, realizzazione, regia Luca Camilletti
con Emiliano Dini, Leonardo Mazzi, Dario Rossi, Riccardo Ruscica
coproduzione Armunia / Festival Inequilibrio / AttoDue
Epos inesauribile di meravigila, orrore e avventura, il libro o balena o volume o enciclopedia di riferimento alimenta le visioni di ulteriori schegge di appartenenza con cui la scena si intossica; tali spore si disperdono e resistono a condizioni avverse per generare una deriva di sollevamento, di inclusione, di superficie, di monomania. Il costume resta l’identità per non celare l’imbarazzo biblico e per rimanere vivi, in digressione.
Essere civile significa avere bisogni complessi. È terribile essere civile perché quando arrivi alla fine del mondo non hai nulla per sopportare il tuo peso, il peso della tua mancanza a te stesso. E un individuo, quando è davvero cresciuto, non dovrebbe aver bisogno di nulla.
AUTOSERVICE è un progetto in dieci tappe, dieci volumi. E’ una carrozzeria. Opere più o meno classiche della letteratura vengono attraversate per brevi periodi di tempo di lavoro sulla scena per essere sciolte dalla loro provenienza e drogate con ciò che resta del teatro. La forma di esposizione, il formato e la durata possono essere atipici dal mondo del palcoscenico. L’autoservice fa riferimento ad un luogo di cura di oggetti ammaccati e al tempo stesso alla fruizione leggera della sfogliatura da scaffale.

 

15 dicembre 2013 – ore 21.00 Laboratorionove HOUSE
ARGO VIOLENTA FAMILY SNAPSHOT
da Tieste di Seneca e I giovani infelici di Pasolini
progetto e realizzazione Matteo Aiazzi, Giulia Comper, Manuela Dell’Orfanello, Andrea Galleni, Beatrice Innocenti, Linda Izzo, Elisabetta Meccariello, Martina Mirabella
produzione AttoDue /Curve di Bézier in collaborazione con Laboratorionove Form
Per Pasolini l’infelicità è essa stessa colpa. Per Seneca tutto passa dalle brame di potere di una famiglia maledetta, condannata per colpe ancestrali a scontare infinite pene. Il progetto Argo violenta vuole esplorare il significato della tecnofagia nella società contemporanea: in che modo le colpe dei padri fagocitano i figli e quanto queste gravano sulla bilancia generazionale.
Dal mito greco alla tragedia contemporanea. Uno dei temi più misteriosi del teatro tragico greco è la predestinazione dei figli a pagare le colpe dei padri, scrive Pasolini ne I giovani infelici. Il testo è una riflessione prima, e una critica poi, alla generazione dei padri e soprattutto alla generazione dei figli, che non sanno riscattarsi e sono colpevoli della loro infelicità. Se nel mito greco la colpa è ineludibile perché sancita dal Fato, per Pasolini è altrettanto inevitabile. Un’eredità venefica che dalla forma passiva del mito si trasforma in colpa compiuta coscientemente dalle vittime. I figli, i giovani.
Ripercorrendo la storia dei discendenti di Tantalo ci interroghiamo sulle colpe dei padri e quelle dei figli, analizzando la tragedia e la contemporaneità dal punto di vista di non più giovanissimi trentenni, pur sempre figli ma alla soglia della paternità. Oggi, come nel mito, ritroviamo la cornice del tema tragico nel microcosmo sociale della famiglia. Pare quasi che, da assunto universale, il discorso voglia farsi intimo, rientrare in un quotidiano tangibile. È questa la dimensione scenica, lo spazio umano e materiale che vogliamo mettere in luce. La casa, la camera, la cucina. La tavola. Il cibo. La carne. L’atto di mangiare i propri figli, conseguenza di una cieca fame di potere, diventa simbolo di violenza e condanna sulle generazioni future. E su noi stessi.
Resta da chiedersi: è giusto?

 

21 e 22 dicembre 2013 – ore 21.00
LA SOFFERENZA INUTILE
da La rivolta di Fedor Dostoevskij
drammaturgia e regia Leonardo Capuano
con Leonardo Capuano e Corrado Mura
assistente alla regia: Elena Piscitilli
luci: Corrado Mura
produzione: 369 gradi/Armunia – Festival Inequilibrio
“La rivolta” è un capitolo del romanzo I Fratelli Karamazov di Fedor Dostoevskij. L’ordine dei capitoli nell’opera letteraria è il seguente: I fratelli fanno conoscenza, la rivolta, Il grande inquisitore. In questi tre passi del romanzo, Ivan Karamazov esprimerà la sua natura, il suo credo, le sue teorie. Metterà in discussione l’esistenza di Dio, il mondo da lui concepito, si dichiarerà ateo e dichiarerà il libero arbitrio come unica scelta possibile. Si spingerà ancora oltre con Il grande Inquisitore dichiarando il fallimento di Cristo che, con il dono della libertà dato agli uomini, non ha fatto altro che renderli infelici.
Motivo del dissidio con Dio, di tutto questo ragionamento, di tutto questo parlare, di tutte queste teorie, il perché di queste scelte sta nel capitolo “La rivolta”. La rivolta parla della sofferenza inutile: la sofferenza degli innocenti, dei bambini (uno dei temi fondamentali per Dostoevskij), le atrocità, le crudeltà su questi esseri indifesi sono il punto di rottura, sono un’ ingiustizia intollerabile, illogica, incomprensibile, priva di ogni possibile significato, da qualsiasi parte la si guardi essa apparirà solo mostruosa ed inaccettabile. L’esistenza di tale sofferenza è il motivo della ribellione di Ivan. (Albert Camus usando la stessa tematica scriverà La Peste. ) Ivan racconta ad Alioscia ,che ha scelto di diventare frate, una serie storie che parlano di agghiaccianti crudeltà inferte a poveri bimbi indifesi, conducendo così il fratello in una zona buia dove non vi è niente di divino a parte quegli esseri indifesi che vengono puniti ingiustamente. Nel romanzo questo lungo dialogo ha luogo in una taverna dove i fratelli si incontrano quasi per caso, cenano insieme si conoscono rivelandosi quel che attraversa il loro animo.

con il contributo di: Mibac, Regione Toscana, Comune di Sesto Fiorentino, Ente Cassa di Risparmio di Firenze