CRESCITA: Laboratori teatrali INTENSIVI

Chi intende approfondire la formazione, può scegliere uno o più Laboratori teatrali INTENSIVI tra quelli proposti.

I laboratori hanno come obiettivo lo sviluppo di alcuni ambiti della pratica sulla scena a partire da un progetto artistico autoriale. Prevedono una restituzione pubblica finale. È possibile frequentare questi laboratori solo dopo aver frequentato il corso propedeutico o aver dimostrato tramite colloquio di possedere la grammatica di base del  lavoro sulla scena.
Saranno proposti tre laboratori condotti da tre artisti\formazioni diverse per biografia artistica e poetica che svilupperanno una personale visione della scena e del testo scelto.

Gli obiettivi:
• Rendere l’allievo capace di accogliere senza pregiudizi differenti approcci al teatro. Le forme del teatro sono innumerevoli, non esiste una sola maniera di affrontare il palcoscenico.
• Approfondimento dell’uso degli strumenti di base acquisiti al propedeutico al fine di portare l’allievo verso un livello di recitazione consapevole.

 

Roberto Zucco di Bernard Marie Koltès è il testo input che accompagna e segna il lavoro di tutti i laboratori di crescita dell’anno scolastico 2018/19. Crediamo che occorra offrire occasioni diverse per esperire e valorizzare la pluralità di sguardi verso la scena: ogni laboratorio sarà autonomo nelle scelte didattiche e artistiche ma cooperativo nel condividere materiale letterario di partenza.

 

TIRO AL BERSAGLIO / A cura di Sandra Garuglieri

Un attore in scena non può eseguire il compito “Sii felice” più di quanto non possa eseguire l’ordine “non pensare ad un ippopotamo”. (David Mamet)

Un’opera teatrale è progettata, se è stata progettata correttamente, come una serie di situazioni nelle quali e attraverso le quali il protagonista cerca faticosamente di raggiungere il proprio obiettivo. Ecco: quell’obiettivo diventa il focus del nostro lavoro. A partire dalla lettura/comprensione del testo scelto cercheremo di rispondere alle domande utili che ogni attore dovrebbe porre a se stesso per restituire la parola scritta in dramma scenico. Individuiamo le situazioni dei vari personaggi all’interno dell’opera e procediamo alla ricerca per ognuno dei propri obiettivi, ossia del bersaglio da centrare. Ma attenzione: l’attore non è un mero esecutore, né si deve perdere in interpretazioni psicologiche rispetto al personaggio. L’attore non deve preoccuparsi di “esprimere emozioni o stati”, bensì “vivere conflitti e sperimentare reazioni”. La capacità di recitare è fondamentalmente un’abilità fisica; non è un esercizio mentale, e non ha assolutamente nulla a che fare con l’abilità di superare un esame. Il compito dell’attore è quello di presentarsi sul palco e di usare le battute, la sua volontà e il suo buonsenso per cercare di raggiungere un obiettivo in linea a quello del protagonista. E il suo compito finisce qui.

Il teatro è il viaggio di un soggetto in movimento. (Georges Banu)

DOVE > Laboratorionove HOUSE / Sesto Fiorentino

QUANDO >  dal 8 ottobre al 28 novembre 2018
2 incontri settimanali: lunedì e mercoledì dalle ore 21 alle 23.30

 

 

EMOZIONE E ARTIFICIO: LIMITE SOTTILE / a cura di Marco Toloni

Sono sempre più convinto che lo studio approfondito della dizione, dell’articolazione, dell’emissione, dell’analisi grammaticale, logica e del periodo, siano bagaglio tecnico primario e assolutamente necessario alla formazione di un attore. L’unicità emotiva e personale dell’attore difficilmente raggiungerà una sua espressione artistica compiuta in mancanza di un patrimonio tecnico che permetta di rendere la comunicazione e la parola arte teatrale. Lo studio di questi artifici nel loro significato fondamentale, quello appunto di “fare arte”, saranno l’oggetto di interesse principale del corso con un occhio sempre attendo all’interpretazione del testo in vista della sua messa in scena. Credo in un attore artigiano che fa dell’interazione tra talento, emozione e tecnica il punto focale della propria preparazione.

DOVE > Laboratorionove HOUSE / Sesto Fiorentino

QUANDO >  dal 10 dicembre 2018 al 06 marzo 2019
2 incontri settimanali: lunedì e mercoledì dalle ore 21 alle 23.30

 

 

HOMO SAPIENS SAPIENS / a cura di Ilaria Cristini

Il primo principio è aprire gli occhi, guardare e vedere ciò che si guarda. (César Brie)

Il corpo dell’attore, nelle sue manifestazioni estreme, sia violento, scandaloso o docile, ma sempre rigorosamente disciplinato, rappresenta il focus centrale del mio punto di vista sulla pratica del teatro. I nostri corpi sono tutti identici sul piano strutturale e, tuttavia, siamo tutti diversi. Ogni corpo è, infatti, una specie di mappatura di tutte le nostre esperienze passate. Ogni mattina, quando ci svegliamo, ci troviamo faccia a faccia con questo strano strumento che è il corpo, di cui non siamo in grado di capire tutto, eppure, per qualche strano meccanismo, riusciamo, più o meno sempre, a cavarcela. Esso incarna, dall’inizio della nostra vita, il modo più facile, ma anche il più potente, di agire sulla realtà. Il nostro corpo, comune a tutti e allo stesso tempo così intimo, crogiuolo di memorie fisiche ed emotive, è per me l’epicentro del lavoro attoriale. In questo senso l’Azione acquista un valore fondamentale nella messa in scena. Nel teatro che prediligo, non ci sono quindi tracce di realismo psicologico, poiché le azioni rispondono sempre da un impulso fisico. L’azione obbliga l’attore a un’attivazione del processo creativo, a essere autore e non semplicemente esecutore; da questo punto di vista l’individualità dell’attore, la sua personalità diviene elemento centrale nel lavoro. Il laboratorio parte quindi da un allenamento al sentire, per raggiungere una verità che si fonda su processi biologici. La stanchezza fa cadere le maschere, ci obbliga a un’onestà fisica e psicologica che costituisce la base, nel mio lavoro, di un processo di creazione artistica. Ciò che mi interessa profondamente è l’atto del fare, il tempo reale dell’azione sincera, che diventa un veicolo verso la parola. Il laboratorio studierà la relazione tra atto fisico e forma verbale, ossia come una serie di azioni organizzate nello spazio possono essere mezzi di ricerca, creazione e composizione di un’azione performativa finale.

DOVE > Laboratorionove HOUSE / Sesto Fiorentino

QUANDO >  dal 18 marzo al 22 maggio 2019
2 incontri settimanali: lunedì e mercoledì dalle ore 21 alle 23.30

 

 

Ogni seminario vale  – CF 15