SVILUPPO: IL TEATRO AL TEMPO DEI DINOSAURI

SVILUPPO

L’obiettivo di questo percorso conclusivo non è solo la messa in scena di un testo teatrale ma l’elaborazione di un percorso completo per la formazione dell’attore creativo in grado di gestire le proprie acquisite competenze tecniche e formulare proposte e idee nel campo della regia e della composizione dell’opera teatrale.

Il corso sviluppo sarà seguito dagli allievi dei fotografi Alessandro Botticelli e Fabiola Chierici, che documenteranno le varie tappe del lavoro.

 

IL TEATRO AL TEMPO DEI DINOSAURI | a cura di Ilaria Cristini, Sandra Garuglieri, Silvano Panichi

Il titolo di questo progetto credo non lasci spazio ad equivoci. Esso richiama il mio pensiero sulle condizioni attuali del Teatro, dalle quali non si può prescindere, se desideriamo imparare questo mestiere.
Prendo in prestito una citazione di Thomas Ostermeier per dire che è un teatro dei tempi duri, quello che viviamo in questo momento storico, un’arte che soffre di un mancato radicamento nella società e di un’impossibilità di guardare lontano.
I teatri, da parte loro, non si sa se siano più sull’orlo del baratro o sull’orlo di una crisi di nervi. L’attore, un essere ben oltre la via d’estinzione. Detto questo, credo che non esista nessuna risposta ragionevole sul motivo per cui si vuole diventare attori. E’ come desiderare di volare, dice Gordon Craig. Eppure, eppure ancora oggi, accade il Miracolo. Intravediamo nella folla qualche Dinosauro, come voi che state leggendo queste righe, alla ricerca della dimensione immaginifica che soltanto il Teatro può donare.
Fare teatro per me significa lavorare con le persone. I performers sono i nervi e il cuore delle mie opere, il corpo vivo di un’impalcatura che si costruisce attraverso un percorso creativo di immagini iconografiche, suggestioni apparentemente casuali che colgo intorno a me, improvvisazioni, pensieri, desideri. Il laboratorio che vi propongo ha quindi come centro l’azione e il corpo dell’attore.
In un suo scritto, Artaud dice che l’attore in scena deve raggiungere la rabbia di un assassino, senza però uccidere nessuno. Questa immagine mi è sempre sembrata molto attinente alla necessità dell’artista di imparare a conciliare la formalizzazione e l’istinto, la tecnica e l’irrazionalità.
Il corpo fisico dell’attore è il centro del mio lavoro, ed è un corpo modificato attraverso un allenamento rigoroso e ripetitivo. La parola è in relazione alla forma fisica, perchè il performer in scena è prima di ogni cosa un individuo, così come lo è fuori dalla convenzione teatrale. Prima di essere un interprete, l’attore è se stesso.

Autori di riferimento
Henrik Ibsen
Ernst Toller
Frank Wedekind

 

DOVE > LABORATORIONOVE House – Sesto Fiorentino

QUANDO> 

dal 22 ottobre al 19 dicembre 2 incontri settimanali il martedì e il giovedì dalle ore 20.00 alle 22.30

da gennaio a fine maggio calendario in via di definizione

 

◊ CF 25