IMPROBABILI INCONTRI

23 aprile ore 18.00 Chiesa di Sant’Antonio

POLVERE DI PELLE

di Francesco Mancini con Roberto Gioffrè e Francesco Mancini; Regia Alessio Targioni

Polvere di stelle. Voilà, passo di danza: polvere di pelle. Dall’apparenza all’apparire, giù fino alla trasparenza, alla confessione, alla dissolvenza, attraverso una mossa ballerina, una canzone, un film di comiche. Una storia di due barboni che non è e non vuole essere cronaca o documentario o ricerca sul campo. Semmai una complicità in spirito. Abbiamo posto la questione su diversi punti di vista senza sfiorare l’analisi sociologica, ma solo attestando l’epifania complessa di due fenomeni: Mario e Giovanni, palpitanti muse. Giostranti. Traviati. Tranvati. Prima che barboni. Poi il desiderio di ridere e di far ridere, inalienabile per noi dall’idea di tragedia (la predestinazione) e di inadeguatezza. E ancora Stan Laurel e Oliver Hardy, così legati alla nostra infanzia come verginità dell’anima, dalla quale le ombre di Mario e Giovanni si allungano enormi. Ridicole e Epiche nel loro comparire/svanire

Domenica 24 aprile ore 22.00 Chiesa di Sant’Antonio

Studi sullo stile di Bach

Luigi Attademo, chitarra
Roberto Gioffrè, voce recitante

Musiche di J.S. Bach; Preludio dalla Partita BWV 1006; Adagio, Fuga e Siciliano dalla Sonata BWV 1001; Ciaccona dalla Partita BWV 1004

A quaranta anni dalla morte, Pier Paolo Pasolini resta una figura da riscoprire: un autore, un regista, un drammaturgo, un pensatore che sfugge a ogni categorizzazione e che a partire dalle modalità della sua morte ha lasciato un senso di ambiguità e di complessità nel suo segno che ancor oggi sfugge a volerlo afferrare. Un intellettuale la cui scrittura a volte profetica – sia quella critica che quella poetica – risulta ancora scomoda e attualissima. Pasolini interprete di Bach è una poco nota realtà che si concretizzò nei primi anni della formazione del poeta, quando durante la guerra, in Friuli, ascoltò per la prima volta le Sonate e Partite di J.S. Bach per violino. Da quell’esperienza musicale nacque uno scritto dedicato a Bach che restò incompiuto. “Ogni volta che riudivo Bach mi metteva, con la sua tenerezza e il suo strazio, davanti a quel contenuto: una lotta, cantata infinitamente, tra la Carne e il Cielo, tra alcune note basse, velate, calde e alcune note stridule, terse, astratte… come parteggiavo per la Carne! […] È evidente che soffrivo, anche lì, d’amore; ma il mio amore trasportato in quell’ordine intellettuale, e camuffato da Amore sacro, non era meno crudele.”