INNO NAZIONALE

INNO NAZIONALE
Ovvero un teorema sulla coralità

drammaturgia Michael Marmarinos e Silvia Calamai
cura del riallestimento edizione 2011
regia Simona Arrighi e Sandra Garuglieri
integrazione alla drammaturgia Alessandra Bedino
con Agnese Desideri, Andrea Galleni, Andrea Gonfiantini, Anna Cudin, Viviana Di Giovanni, Giorgia Massai, Giuseppina Landi, Katiuscia Favilli, Marco Masucci, Nadia Zaghini e Silvia Moneti
tecnica Siani Bruchi
assistente di scena Francesca Campigli

“Non mi ricordo più cosa era stato detto da chi; è una frase di Angela o di Alessandro? L’ho detta io o è di José Saramago? A chi interessa… il teatro fa eco alle voci del mondo”. Questo spettacolo nasce da una miriade di interrogativi sul valore della testimonianza e della narrazione in teatro.

Cos’è teatro oggi? Cos’altro potrebbe essere teatro oggi? Cos’altro potrebbe essere teatro e non ce ne rendiamo conto? Cosa ci interessa del teatro oggi? Qual è il suo ruolo? Cosa sono la scrittura teatrale, il testo, per un gruppo di persone di oggi che stanno provando? Come possiamo arrivare ad ottenere una SCRITTURA SIMULTANEA capace di cogliere IL PRESENTE? Cosa ha a che fare il teatro come ricerca, come azione, come pratica, con la realtà viva che ci circonda? Che rapporto c’è fra il teatro e la città? Che rapporto c’è fra l’attore e l’uomo della città? Cosa significa oggi recitare? Come può la realtà incidere nella creazione teatrale? E diventare poi letteratura? Il processo di creazione di uno spettacolo dall’idea iniziale fino all’ultimo effetto luce. La prova come produzione di una letteratura che possiamo chiamare senza alcun dubbio teatrale. I temi su cui siamo ritornati più volte erano i valori, i valori di tutti i tipi, testimonianza, fede, ancora fede, identità – “chi ti sta accanto”, cos’è un Coro, cos’è il plurale, cos’è il documento, cosa il fatto accidentale (la drammaturgia come una condizione, UNA RETE-CAMPO DI FORZE che può catturare la realtà, l’accidente – ed è solo attraverso questo accidente che si è annientati e allo stesso tempo giustificati), il teatro oggi, IL SILENZIO. Il silenzio in scena e – più importante ancora – cos’è il Tempo. Cos’è il Tempo in scena? Qual è la sua relazione con l’altro tempo che scorre accanto, fuori, sul tuo ’orologio? Il teatro come attrezzo/MACCHINA che rende trasparente la Storia che scorre.

Dunque gli attori sono diventati come documenti dell’hic et nunc, della città, della storia, di loro stessi. Sono trasformati in mezzi (media), MESSAGGERI – l’uomo: IL MESSIA DI UN SENTIERO SCONOSCIUTO. LA REGIA COME SCRITTURA TEATRALE, una macchina che lavori a favore della nostra immaginazione, trasformandola in sudore vero.

[da Michael Marmarinos, National Hymn. Directing as Play-writing, p. 32]

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