JACK & DANIEL

JACK & DANIEL
di Francesco Mancini

con Francesco Mancini e Roberto Gioffré
regia Simona Arrighi
ideazione scene Alessandro Rabatti

“dal tuo cervello non passa niente che prima non sia passato dal mio”

In Jack & Daniel si indagano i legami, le pulsioni segrete e soprattutto i conflitti che sostengono quella prigione che è diventata un’amicizia. La loro. Jack e Daniel si conoscono bene da sempre e vivono insieme da tanto, troppo tempo. Bevono. Tanto. Non si sopportano. Eppure sono bloccati da decenni nello stesso appartamento, contenitore di una tensione palpabile e grottesca insieme, una lotta psicologica all’ultimo sangue scandita con ritmi da pugilato, dove si intrecciano passato, presente, voglia di vendicarsi, dipendenza reciproca e senso di colpa. Perché è successo qualcosa in quest’amicizia, che l’ha incrinata per sempre. E questo qualcosa ha imprigionato Jack e Daniel in un legame senza porte né finestre. Sono due solitudini che convivono, due impossibilità di vita che si sorreggono. Si nascondono al mondo esterno e soprattutto a loro stessi. Non riescono a prendere in mano la loro vita rimanendo incastrati in un valzer di parole e gesti inutili. Ma è nei silenzi, nei vuoti che si intravede la piccola umanità che ci fa sorridere e che in qualche modo ce li rende così familiari.
Lo spettacolo è costruito come una partitura ritmica. Si alternano raffiche di parole a lunghi silenzi. L’ironia ci pone al riparo da qualsiasi rischio di pietismo indicandoci la strada per leggere le sfaccettature di questi due
“caratteri” tragicomici.