STANDARD

con Bernardo Bugiani, Elisabetta Meccariello, Emiliano Dini, Francesca Tritto, Francesca Uguzzoni, Giulia Comper, Ilaria Forzoni, Jessica Atzei, Linda Izzo, Lorenzo Cinotti, Manuela dell’Orfanello, Marianna Pierozzi, Martina Mirabella, Matteo Brini, Nicola Ligas, Olga Gubareva, Riccardo Ruscica.

 

scene, audio, luci, regia: Luca Camilletti

 

Tra le parole e le cose non esiste più alcuna somiglianza: un sistema di segni copre tutto il reale che viene in tal modo a essere rappresentato secondo uno schema prefigurato di ordini e di relazioni: il linguaggio, gli esseri, i bisogni si traducono nei sistemi rispettivi della grammatica generale, della storia naturale e dell’analisi delle ricchezze.
Il tema centrale scelto per condizionare lo sguardo, lo studio e la considerazione della scena nel corso di una sessione laboratoriale è stato la rinuncia all’originalità, piegando la ricerca creativa all’interpretazione spaesata dell’attore e alla composizione performativa: quindi la copia, la citazione, il play-back, il simulacro, il plagio, l’imitazione, la somiglianza, la mancanza. E anche la rincorsa alla bellezza si placa, spostandosi più volentieri su ciò che diventa bello da quanto è brutto. Niente di nuovo, quindi.
Uno svuotamento sacrificale e politico si offre allo sguardo dello spettatore, come un’archeologia teatrale in cui si crede per disincanto, per pochi momenti, e poi il verbo ignorare.
Anche tutte queste parole sono frutto di copiatura.

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