CRESCITA: L’IMMAGINE E IL RIFLESSO

LABORATORI TEATRALI INTENSIVI, per chi intende approfondire la formazione, possibilità di scegliere uno o più laboratori tra quelli proposti

I laboratori hanno come obiettivo lo sviluppo di alcuni ambiti della pratica sulla scena a partire da un progetto artistico autoriale. Prevedono una restituzione pubblica finale. È possibile frequentare questi laboratori solo dopo aver frequentato il corso propedeutico o aver dimostrato tramite colloquio di possedere la grammatica di base del  lavoro sulla scena.
Saranno proposti tre laboratori condotti da tre artisti\formazioni diverse per biografia artistica e poetica che svilupperanno una personale visione della scena e del testo scelto.

 

L’IMMAGINE E IL RIFLESSO | a cura di Luca Camilletti

Il paradosso dell’apparenza è la bandiera sgualcita di un discorso narrativo a cui mancano le parole, nonostante la loro precisa disposizione e il loro significato. Strati di presenza e fantasmi del linguaggio che svelano un equivoco costante: il kit di sopravvivenza non trova la sua applicazione se non producendo ulteriori equivoci, se non esponendosi a un riflesso e alla sua distanza. C’è uno spaesamento emotivo come conforto, come appagamento a sentirsi coinvolgere, ma non può sfuggire alla menzogna del senso. In sostanza, la sovrapposizione si genera da sé, perché il problema non è essere o non essere, ma allo stesso tempo essere e non essere.

Lo scenario d’indagine proposto riguarda la comparsa della qualità di un mondo alterata da un malfunzionamento, cioè un attore che fa della presenza in scena il proprio campo di ricerca sensibile, l’estensione della propria scatola nera, la decostruzione della conoscenza per generare dell’ossigeno necessario. Le tecniche, le arti, la vita, i metodi e i modi sono quelli che abbiamo, non quelli che avremo.

Lo studio si attiva per essere parte di un processo di costruzione e composizione scenica che sposta l’attenzione e altera i territori della linearità, per scavare dentro le visioni che sostengono il linguaggio. Le parole contenute nel testo Il balcone di Jean Genet sono il riferimento alle contraddizioni di un’umanità a cui manca la terra sotto i piedi nonostante la propria specifica concretezza e che disobbedisce per sua natura, senza mitologia né saggezza. Non si tratterà della messinscena del testo ma di un’opera di creazione che ne conterrà parzialmente delle spore germinate in un territorio autonomo.

DOVE Sesto Fiorentino
Laboratorionove House

QUANDO
dal 23 marzo a fine maggio
2 incontri settimanali
lunedì e mercoledì dalle ore 21.00 alle 23.30

◊ CF 15