MEDEA/MAYDAY lettura drammatica e sonora

Sabato 18 maggio, ore 22
Complesso delle Pagliere
Piazzale di Porta Romana, Firenze

 

MEDEA/MAYDAY
#SOGNI prima tappa di avvicinamento
lettura drammatica e sonora
un progetto ATTODUE , LaboratorioNove Form

drammaturgia originale Carlo Cuppini

in scena Luisa Bosi, Ilaria Cristini, Maria Caterina Frani, Sandra Garuglieri, Roberto Gioffrè, Matteo Tanganelli,
a cura di Simona Arrighi
creazione sonora Isabelle Surel
collaborazione Laura Cupisti

Medea è un grido di aiuto: grido di Medea, respinta da un mondo non suo; grido del mondo, incendiato dal proprio stesso oltraggio; grido di un tempo assediato dai fantasmi della storia, cancellato da un perenne istante pubblicitario.
Medea sogna ed è sognata. Avviluppata in spirali di visioni, appare come voce parlante e figura parlata. In un labirinto di parole, Medea cerca ed è cercata: cerca tra le cose il suo specchio deformato, Giasone; cerca di trasformare il flusso interiore in dialogo, la solitudine in conflitto, le onde del mare in catarsi.
Tra la finzione letteraria e la ferocia del reale, Medea (o Giasone?) cerca il suo posto, la sua casa, il luogo di un delitto da sempre accaduto: in questo teatro di posa – dove un gruppo di attori segue le tracce di una Medea inafferrabile – l’unica cosa reale è indicibile. Mentre l’aereo precipita.

#Homeless:
Installazione di Alessandro Rabatti

Senza casa, senza patria.
La casa è il contenitore della famiglia e delle passioni, la patria è la casa della civiltà. In Medea la fuga da un “contenitore” all’altro segna il dramma e lo scontro sui due livelli narrativi.
L’installazione, un percorso parallelo allo spettacolo, ruota attorno alla silhouette di una casetta per gli uccelli (simbolo di ospitalità e protezione per la nidificazione), usata come feticcio che evoca gli affetti familiari, ma anche come oggetto/confine tra due civiltà, due mondi diversi.