SOTTO LE STELLE NIENTE MUORE

Monologo inedito di FERNANDO ARRABAL

Testo di Fernando Arrabal. Regia e spazio scenico di Sergio Aguirre.

Con Mila Moretti. Video istallazioni: Lorenzo Pallini. Traduzione: Andrea Campus. Adattamento: Mila Moretti. Aiuto regia: Karl Brochoire. Assistente alla regia: Anna Amato. Ufficio stampa e organizzazione Daniela Cundrò. Grafica: Lucia Novello

«Di lui si diceva che lui era un genio. Ostracizzato, condannato dalla società giurassica, esiliato all’interno del suo stesso paese fatto di pantani e dinosauri, un mondo perfettamente evoluto in cui Lui non ha mai avuto nessuna cittadinanza”

Lo stile è noto. A teatro come al cinema. Cinico e maudit. Attacco frontale alla civiltà dei consumi e al buon gusto borghese, immaginario surrealista, blasfemo, macabro, sadico, scatologico. Il franco spagnolo Fernando Arrabal schizza fuori da ogni linearità narrativa innescando continui cortocircuiti come tanti campanelli d’allarme di quella guerra senza quartiere che sono le “relazione umane”.

L’anarchia di Arrabal è la forza dirompente della sua scrittura, in palcoscenico e sullo schermo, confinante con l’assurdo e l’arcipelago barocco. Un territorio franco dove i personaggi compiono le azioni più atroci col più assoluto candore, una parabola dove tragedia e farsa, sacro e profano si mescolano, facendosi spettacolo struggente e stralunato.

Un altro mondo che sbuca fuori anche da questo monologo fantastico come un film di Meliès. Non appena il sipario si alza un razzo spara Lui sul pianeta Marte. Sarà Lei, l’amata, a narrare l’elegia, il lungo discorso funebre che Lui non aveva mai saputo suggerirle, in così tanti anni d’amore, di castità e di esilio. È Lei a ricordarci la voce di Lui, le movenze di Lui, la poesia di Lui, le lettere che Lui scriveva. Lei che lo raggiungerà presto, lasciandoci, senza alcuna accusa ma senza alcun rimpianto, immersi nel pantano delle nostre poltrone.

Produzione TeatrO2, esecutivo AttoDue