NOCCIOLINE

Scritto con mano leggera e felice Noccioline inizia in un salotto molto Peanuts ma blindato come il G8, presentandoci Buddy, eterno Charlie Brown della situazione, alle prese con un gruppo di amici-poco-amici- e-molto-conoscenti che invadono la casa che ha in custodia consumando Puffi Coca Cola e TV e portando piano piano alla sua distruzione. Buddy, cane da guardia del lussuoso appartamento, fa invano appello al loro senso di responsabilità. Così quando il figlio dei padroni trova la casa sfasciata e gli chiede di buttare fuori tutti e Buddy lo fa, a noi spettatori questo rinnegare gli amici sembra un gesto obbligato.
Ma il secondo atto si apre dieci anni dopo in una evidente Bolzaneto, e la parola responsabilità, che quasi ci era diventata cara, in bocca ai carnefici dà il La ai pestaggi, alle umiliazioni e alle botte. I ragazzini del salotto sono divisi, parte vittime, parte carnefici, adulti violenti, incapaci di ricordare. Tra di essi l’Uomo Qualunque, il Buddy-Charlie, che si ritrova “costretto” a puntare una pistola alla tempia di Minus, il suo più caro amico. Un pensiero a Carlo Giuliani e all’anarchico Pinelli (adombrati nelle figure dell’amico sotto tiro e della vittima del pestaggio) sospendono il gesto e scuotono la coscienza di Buddy che per un attimo torna indietro nel tempo e traccia – in sogno? nella vita vera? – un suo diverso comportamento nel passato come condizione indispensabile per immaginare un presente diverso.”
Barbara Nativi

“Il Teatro della Limonaia e il Laboratorio Nove collabora da anni con Connections, il progetto del National Theatre di Londra che commissiona ad autori importanti nuove opere per nuovi interpreti (giovani dai 14 e i 18 anni), destinati ad essere rappresentati in Gran Bretagna da circa 150 gruppi non professionisti. In Italia le produzioni delle scuole superiori di Sesto Fiorentino di testi di Ridley, Soyinka, Harrower e molti altri sono via via approdate ad Intercity, a Festivaletteratura a Mantova, al National Theatre e in molti teatri del nostro paese.
Noccioline è il primo testo specificamente commissionato ad un autore italiano: Fausto Paravidino. Connection ha ormai ottenuto risonanza internazionale (con l’apertura di “succursali” tra l’altro negli Stati Uniti, in Finlandia e prossimamente in Australia) e Intercity ne è la controparte italiana da sette anni, la Compagnia Laboratorio Nove dedica ampio spazio alla proposta fin dall’inizio della collaborazione. Il testo è l’occasione per una ulteriore verifica di un meccanismo creativo di grande interesse aperto alle giovani generazioni, a cui il Festival Intercity e il Teatro della Limonaia dedicano una cospicua fetta della propria attività con iniziative diverse.
Noccioline, diretto da Barbara Nativi, propone in scena molti dei giovani e giovanissimi che avevano debuttato precedentemente in altri titoli Connections (e in specie in After Juliet di Sharman Macdonald) .

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