W&T

testo di Branko Brezovec tratto da “La Gloria” di G. D´Annunzio e “Orchidea nera” di E.Kocbek

scenografia Tihomir Milovac, costumi Doris Kristić
musica Marjan Nećak, movImento Natalija Manojlović
assistente alla regia Mladen Vukić

con i contributi di : Mbac,Regione Toscana, Provincia di Firenze,Comune di Firenze ,Comune di Sesto Fiorentino,Comune di Campi Bisenzio, Comune di Lastra a Signa, Comune di Zagabria, Intercity Festival, Sesto Idee

W & T è il primo spettacolo del progetto Tito – Ventesimo secolo: una riflessione in chiave teatrale sulla fine del millennio a partire dalla seconda guerra mondiale, al cui centro sta la figura emblematica di Josip Broz Tito, nella sua funzione di attore e protagonista delle utopie, delle contraddizioni, delle tante zone di luce e d’ombra che hanno attraversato per decenni il continente europeo ed il movimento dei paesi non allineati. Il progetto prevede l’allestimento di 5 spettacoli diretti da registi croati, russi, egiziani, macedoni e vede impegnati 9 paesi e una decina di istituzioni. Verrà presentato per intero al Kampnagel di Amburgo e al Festival Eurokaz di Zagabria, oltre che a Skopje, Belgrado, Podgorica, Liubljana . Alcuni spettacoli vivranno di vita propria e circuiteranno autonomamente.
W & T viene presentato in Italia al Festival Intercity nella versione italo-croata con le musiche originali del compositore macedone Marjan Nečak.

W & T è una parabola sul potere, sull’incomprensione e sulle leggi crudeli del conflitto. Un testo elaborato da Branko Brezovec tratto da: La Gloria di D’Annunzio e L’Orchidea Nera di E. Kocbek. Due testi apparentemente inconciliabili: il primo forte, epico, con al centro la ricerca assoluta della gloria del potere, il secondo di stampo più naturalistico narra dell’uccisione da parte di partigiani titoisti di una donna accusata di connivenza con il nemico.
Branko Brezovec ha saputo costruire una drammaturgia originale dove i due mondi si intersecano e si amalgamo, un testo dove il croato e l’italiano si alternano in una continua oscillazione creando un teatro in grado di superare le barriere linguistiche e i confini nazionali.
Al centro della vicenda due figure femminili: la Comnèna, metafora contemporanea della sete di potere, moderna Lady Macbeth, che spinge senza scrupoli i dittatori di turno alla ricerca di una distruttiva gestione del potere e Katarina che preferisce usare la sua seduzione per conservare, fino alla morte, il suo mistero.
Branko Brezovec è già conosciuto al pubblico fiorentino per la regia del Timone d’Atene di Shakespeare presentato al Festival Intercity nel 2005, che ha circuitato, oltre che in Italia, nelle maggiori capitali di area balcanica e ad Amburgo e Berlino. Lo spettacolo ha ricevuto due importanti premi dal Mess Festival di Sarajevo.
Autore delle scenografie è Tihomir Milovac direttore artistico del Museo di Arte Contemporanea di Zagabria.

Branko Brezovec nato a Zagabria, è un regista e drammaturgo croato che da anni lavora su tutto il territorio della ex-Yugoslavia e all’estero a spettacoli multimediali e in ambienti multiculturali con artisti Albanesi, Turchi, Sloveni, Croati, Rom e con il teatro turco di Skopje; i sui primi lavori risalgono agli anni ’70 con uno dei più significativi gruppi d’avanguardia dell’ex-Yugoslavia, Coccolemocco Theatre Company che ha fondato e diretto fin dall’età di 15 anni. Quando inizia la guerra dei Balcani, Brezovec elabora vari progetti che ricollegano le nazioni appena nate, che un tempo erano appartenute alla stessa area culturale. In Slovenia mette in scena Three Sisters: Chechov, Beckett, Brecht. In Macedonia mette in scena Baal di Brecht al Teatro Albanese ambientando tutto sull’enorme corpo di Baal. Tra i lavori successivi spiccano Bacchanalia, Caesar e Timone d’Atene prodotto dal Laboratorio Nove, dal Teatro Nazionale di Bitola e il Teatro Turco di Skopje.

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